| Diario 2004-06-14 |
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Il tempo vola, è già finita la prima settimana di riprese a Torino. In molti siamo i reduci dalla Bulgaria, il resto della troupe è completato da tecnici e maestranze di Torino che già avevano collaborato con noi nelle riprese di Elisa di Rivombrosa.
A Torino è iniziata la stessa giostra. Il centro di Torino è piacevole d’estate non ci sono auto, ogni piazzetta è un salottino romantico con baretti e ristorantini piacevoli a trascorrerci la serata ma una condanna all’insonnia se hai la finestra della camera da letto su quelli più frequentati. Poi scatta sempre il problema dell’aria condizionata rotta o rumorosa, l’allergia a moquette ormai mangiate dagli acari, letti troppo duri o troppo morbidi e via dicendo…. Sembriamo tutti delle principesse sul pisello, ma vi posso assicurare che quando uno è fuori per lavoro, strappato dalle proprie abitudini e per un lungo periodo, non può permettersi di non dormire. Infatti se vedete alcune foto che ho scattato i primi giorni, vedete un certo abbacchiamento nei nostri prodi eroi. Adesso però tutti sembra che abbiamo trovato pace. Mentre in Bulgaria abbiamo girato guerre e alpini ora stiamo girando il cuore del film. Di giorno in giorno l’immagine di Don Gnocchi che ci sta dando Daniele Liotti è sempre più intensa ed emozionante. Giorni fa abbiamo girato una sequenza dove tutti noi ci siamo commossi. Non vedo l’ora di aver finito e poter avere tutte le sequenze montate… Abbiamo avuto Ugo Pagliai nel ruolo del Cardinale Schuster. Ugo per chi non lo ricordasse negli anni sessanta ebbe per uno sceneggiato televisivo dove lui era bellissimo con gli occhi azzurri un successo strepitoso come quello di Preziosi. A presto, Cinzia (Torino, 14 giugno 2004) |


E’ divertente vedere quando si sposta una troupe da una città all’altra e quindi da un albergo all’altro come cerchi di riadattarsi alle nuove camere, ai nuovi letti ai nuovi rumori. Ormai siamo tutti "vecchi lupi di mare" quindi sappiamo che per i primi tre, quattro giorni non si devono disfare le valigie per essere pronti a spostarci. A Sofia in ogni lato dell’albergo c’era un rumore notturno diverso. Da un lato la stazione coi treni che fischiavano e stridevano, dall’altro la via principale con il tram che sferragliava sui binari. Dall’altro le partenze dei pulman che all’alba scaldavano i motori sgangherati e al quarto lato ma per questo non meno rumoroso un parcheggio auto della polizia che all’interno aveva un branco di cani arrabbiati che ululavano e abbaiavano in continuazione. Dopo qualche giorno di vari spostamenti ognuno ha trovato il lato con il rumore meno fastidioso. Dal tram che sferragliava mi sono spostata sopra le partenze dei pulman e così dopo le prime notti insonni ho iniziato a dormire bene.