| Il Quotidiano: Elisa di Rivombrosa è la donna di oggi |
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Quanto è cambiato il rapporto tra i sessi ? Lunedì 23 febbraio 2004 ultima puntata del serial Elisa di Rivombrosa. 12 milioni di telespettatori hanno seguito le conclusive battute della fortunata serie andata in onda su Canale 5, e che, oggi è considerato un vero e proprio fenomeno mediatico. 12 milioni di aficionados? 12 milioni di curiosoni? 12 milioni di nullafacenti? Preferisco pensare a 12 milioni di romanticoni. Chi dice che gli italiani sono un popolo rude e, soprattutto, che il maschio nostrano non deve chiedere mai, si sbaglia e si sbaglia di grosso! Sono
stati diversi, infatti, gli occhioni lucidi puntati sul teleschermo a godersi l'ultimo bacio (non quello di Muccino ben più crudele) tra Elisa e Fabrizio, il conte e la serva, la
popolana e il ricco. Eppure, nessuno dei mariti e fidanzati davanti alla tv, oserà ammettere di aver avuto lucciconi lunedì sera nel vedere l'ultima scena, e di aver rivissuto in quei due ragazzi la propria storia d'amore o di averla sognata così passionale e nello stesso tempo fresca e pura come l'acqua della sorgente. È l'amore il leit motiv di ogni film che si rispetti. Per carità senza nulla togliere agli amanti del thriller o dell'azione alla James Bond (che con le donne ci sa fare pure lui!) ma godersi la scena di un bacio lungo un minuto e mezzo è impareggiabile. Quello firmato alla regia dalla TH Torrini è un
lungometraggio di diversa caratura rispetto al tormentone Titanic con Leonardo Di Caprio e Kate Winslet, molto meno scenografico dell'immortale Via col Vento ma ha
toccato, ugualmente, i cuori dei te-lespettatori. C'è chi ha paura di colei che sa quello che vuole. Ed io inorridisco nel sentire chi fer-mamente sostiene che il tradimento maschile è senza dubbio peccato veniale rispet-to a quello di una donna tacciata di essere una poco di buono ed esposta a pubblico ludibrio. Un pensiero che provo ribrezzo solo a riportare tra queste righe. Perché mai una discriminazione così evidente nel momento in cui ogni barriera è stata abbattuta? Un retaggio culturale che si radica nei lontani periodi storici in cui hanno vissuto i nostri nonni. Eppure sembrerà strano ma capisco questi uomini che si sentono derubati di un posto e cercano di riprendersi il bollino di vero maschio. Un'identità che sentono sfuggire di mano. Nessuno di loro ha, ancora, capito che la donna di oggi è completa e capace di esse-re una manager altamente professionale ma anche una Elisa di Rivombrosa pronta a sfidare ogni malvagità pur di stare col proprio innamorato. Siamo ancora noi, siamo la Silvia descritta da Leopardi, la Francesca di Paolo, ma anche novelle Giovanna D'Arco pronte a sostenere i nostri ideali e la nostra libertà. L'uomo dovrebbe apprezzare questa nuova identità femminile, eclettica, rigenerata, che finalmente esce dall'impasse di una vita in sordina. La donna moderna è un po' un'attrice che riesce ad impersonare i ruoli della propria esistenza in modo eccezio-nale. Ma, in fondo non siamo cambiate affatto, siamo ancora quelle di una volta che pian-gevano davanti un film e che, fragili e dolci, si rifugiavano tra le forti braccia dell'ani-ma gemella. Ed è proprio la dolcezza, prerogativa del gentil sesso, che dalle lacrime di lunedì traspariva in tutto il suo splendore. |

