| Diario 2009-10-20 |
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Cari lettori, qualcuno mi ha chiesto dove sia stata a festeggiare il mio successo per “Tutta la Verità”… Il destino ha voluto che il mio successo abbia potuto solo immaginarmelo al telefono alle 5.00 di mattina in una stanza di albergo a quattrocento chilometri da Buenos Aires, tra l’altro senza internet, quando dalla Rai mi hanno chiamato dandomi con grande entusiasmo i dati degli ascolti auditel. In quel momento ho sentito veramente un gran senso di benessere e di gioia immensa. Ho ricevuto tantissime telefonate al mio telefono italiano, il conto sarà quindi salatissimo, ma era tanta la gioia che ho preferito restare al telefono e ascoltare i complimenti. Purtroppo mi è mancata la soddisfazione di andare al mercato sotto casa e sentire se le persone ne parlavano. In compenso ho avuto tanti, tantissimi sms e ancora non riesco a rispondere. Le telefonate più belle le ho ricevute al telefono argentino durante la giornata da una Vittoria felice di sentire intorno a lei il calore e la stima delle persone che man mano incontrava per la strada. ![]() Poi per quanto mi riguarda è finito tutto …. Qui è una esasperante corsa contro il tempo per iniziare le riprese entro i tempi stabiliti. E’ un lavoro complicatissimo e faticoso e non ci sono sconti per chi ha avuto successo… Forse è questo il mio karma? Appena mi sarà possibile vi aggiornerò! Il 25 ottobre nella cattedrale di Milano il Papa beatificherà Don Carlo Gnocchi. Ho la bellissima sensazione di averlo conosciuto di averlo seguito lungo il suo percorso di vita. Quando faccio un film non solo do immagini, emozioni, prendo anche molto dai personaggi che racconto e il film su Don Gnocchi mi ha dato tantissimo. Spesso quando giravo era tanta la immedesimazione che spesso mi arrivavano soluzioni come se veramente fosse lui ad ispirarci. Ricordo quando contro Daniele Liotti ed altri ho lottato per far dare ad un bimbo uno schiaffo nella storia perché questo bimbo nonostante le protesi che Don Gnocchi gli aveva costruito, si sentiva handicappato. So che quello schiaffo lui glielo avrebbe dato perché non è con la compassione che si dà forza e coraggio alle persone. ![]() Mi sembra di aver vissuto io la guerra in Albania e la campagna di Russia, con il freddo e la neve, quando, piangendo dopo il massacro dei suoi giovani studenti, dice la messa chiedendo a Dio la forza per credergli ancora. Mi ricordo che quando andammo a Milano a parlare con il Presidente della Fondazione la sua raccomandazione fu: non portateci un santino… dopo averlo conosciuto attraverso i suoi diari e libri era per me importantissimo mostrare la forza di quest’uomo alpino, cappellano di guerra, tutto quello che fece per i suoi allievi e dopo la guerra quello che ha fatto per rendere il sorriso ai tanti bambini massacrati dalle mine e dalle bombe inesplose. Avendo ultimamente visitato un ospedale della Fondazione posso testimoniare che le loro pratiche e conoscenze nella riabilitazione o la cura di handicap totali, sono all’avanguardia. Mentre ne parlo avrei voglia di rivedere il film, ma sono in Argentina. Ho saputo, per chi lo volesse vedere che in edicola sarà possibile con la San Paolo, Famiglia Cristiana acquistarne il dvd. Un Daniele Liotti in una veste completamente sconosciuta, ma per questo grandiosa. Mi sa che Don Carlo stava prorpio dietro di lui quando si girava. Chi avesse voglia di rileggere i miei diari delle riprese li può trovare sul meno a diari e andare al periodo aprile /maggio 2004. Link all'articolo "Il miracolo della speranza" A presto Cinzia TH Torrini Buenos Aires, 20 ottobre 2009 |



