Home arrow Diario arrow Il mio diario 2009 arrow Diario 2009-04-14 09 September 2010
Diario 2009-04-14 Stampa E-mail
Cari lettori,

come potrete immaginare anche per noi a Roma la notte di domenica scorsa è stata di paura perché anche tutte le nostre case hanno tremato. Appena svegliata ho acceso televideo perché il mio primo pensiero è andato all’Aquila. Dopo pochi minuti inesorabile c’era la notizia della forte scossa di terremoto. Eravamo stati a girare lì tre giorni prima, mentre eravamo lì c’era stata una piccola scossa e l’abbiamo sentita sulla terrazza della fortezza spagnola. Adesso quella terrazza non c’è più così come l’albergo dove con tutta la troupe avremmo dovuto abitare fra qualche giorno.

Mi ero battuta con la Rai e la produzione per poter ambientare il film all’Aquila come esterni perché da quando l’avevo visitata me ne ero innamorata per la bellezza delle numerose piazze, fontane, vicoli tutto ancora intatto senza brutture. Mi ero ripromessa con questo film di dare un aiuto all’Aquila tramite il turismo perché fino ad ora erano in pochi a conoscerla. Adesso è diventata famosa, ma nel modo più doloroso. Potrei scrivere il diario di quell’unica giornata di riprese che siamo riusciti a fare. Dal momento che l’Aquila dista solo un’ora e qualcosa da Roma la produzione per quella giornata aveva deciso di farci partire la mattina, girare un programma non troppo pesante visto che dovevamo girare solo delle scene con la Puccini, Nigro, la Stagnaro e il piccolo Dario negli esterni della prigione che avevamo individuato nella bellissima fortezza spagnola tutta di pietra con il fossato intorno e un ponte con gli archi. Fino alla sera prima c’era stata pioggia e freddo. Il viaggio all’alba bellissimo, mentre la nebbia a chiazze si stava alzando dalle colline e dalle montagne lasciando intravedere qualche spolverata di neve e il sole che l’accendeva di luce, ho pensato a tanti quadri di paesaggi visti nei musei. L’Aquila quella mattina ci ha accolto con il sole. L’ho preso subito come un buon segno. Ad attenderci gli studenti dell’Accademia dell’Immagine di cui il nostro direttore della fotografia Paolo Carnera è uno degli insegnanti. (Prestigiosa Accademia per il cinema purtroppo crollata e danneggiata, ed ora ci stiamo attivando con tutti i miei colleghi, per trovare i fondi per poterla riattivare). Aria pulita e frizzantina. Sorridente ad attenderci Teresa la direttrice della Film Commission dell’Aquila. (Si è salvata solo perché è stata svegliata da un mattone che le è caduto addosso ed ha capito che doveva fuggire subito con madre anziana e grosso cane. Appena fuori la casa è crollata. Il suo cellulare era rimasto sul comodino. Per due giorni l’abbiamo chiamata senza risposta fino a quando la batteria si è esaurita. Alla fine siamo riusciti ad avere sue notizie, era salva.)

Quella mattina mi aveva portato come regalo un pane intero appena sfornato. Un profumo inimmaginabile, ci teneva a farmelo assaggiare per la bontà impareggiabile. Abbiamo iniziato a girare sul ponte, un tempo forse levatoio. I ragazzi della scuola in silenzio prendevano appunti, le comparse entravano e uscivano dalla prigione insieme ai nostri attori. C’era una signora molto distinta che più volte mi si è avvicinata implorandomi di finire presto perché lei doveva far passare un camion pieno di mobilia perché doveva allestire una mostra di antiquariato all’interno della fortezza. (Per giorni mi sono chiesta che fine avranno farro questi bellissimi mobili?)  All’interno della fortezza una enorme stanza è dedicata ad una specie di Mammuth alto 4 metri completo di tutte le ossa, solo una zanna ha il peso di 150 chili. E’ stato trovato anni fa a 15 kilometri fuori l’Aquila, ha vissuto 2 milioni e mezzo di anni fa. Sarà ancora lì in piedi sulle sue zampe ora?




Nella foto il mammuth , ma ufficialmente ha un nome più difficile io e Dario il nostro piccolo attore.

La giornata era bellissima e l’Aquila era circondata dalle montagne con la neve. A pausa ho convinto alcuni della troupe a salire sulla terrazza per fare una ripresa del panorama. Abbiamo attraversato saloni con quadri bellissimi che non mi aspettavo di trovare là, altri saloni con collezioni di ventagli e tovaglie ricamate a mano. Una talmente un capolavoro che ci siamo tutti soffermati a guardarla. Dalla terrazza abbiamo fatto la nostra ripresa. Adesso quella terrazza non c’è più, la fortezza ha resistito quella era un’ala nuova. Mentre eravamo lì si è sentita una leggera scossa, lo sapevamo, altre scosse leggere c’erano state nei giorni precedenti. A pausa con lo scenografo siamo andati nel corso pedonale a vedere ancora alcuni posti dove avremmo girato al nostro ritorno… Purtroppo non ci sarà ritorno... Quegli edifici sono crollati. Dopo mesi che ho girato e scelto interni pensando poi gli esterni li facciamo all’Aquila, mi sono trovata anch’io senza più la città per la mia storia. Lo so è un piccolo male in confronto a tutto quello che è successo e che purtroppo le persone dovranno ancora sopportare. Perdere tutto, oltre alla perdita di persone care è come cancellare in un battito tutta una vita. Il dolore è enorme e man mano che i giorni passano aumenterà. Nello stesso tempo penso che questo ci dovrebbe far riflettere molto per capire l’essenza e il senso della vita.



Nella seconda foto un po’ di troupe ormai molto affiatata.

Da piccola ho vissuto l’alluvione a Firenze, e posso dire che proprio in queste calamità naturali nasce una grande energia che unisce le persone. Spero che questa energia e calore umano arrivi anche a tutto il nostro paese facendoci riflettere e rivedere la vita con una nuova scala di valori…


A presto

Cinzia TH Torrini
Roma, 14 Aprile 2009