| Diario 2007-11-23 |
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Cari visitatori, Oggi c’è stata in Rai la conferenza stampa di DONNA DETECTIVE. È stata una bellissima occasione per rivederci tutti. Prima hanno proiettato la prima puntata. Eravamo una grande tavolata con gli attori principali tra cui la mitica Regina Bianchi, i produttori e il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, il capostruttura Paola Masini, il responsabile della fiction di Rai Uno Ivan Carlei e il dott. Sgalla, responsabile delle relazioni esterne del Viminale.
Mentre in sala tra i numerosi giornalisti c’erano tantissimi altri attori delle varie storie gialle di puntata e i miei collaboratori artistici. Per primo ha parlato Saccà che ha ampiamente sottolineato lo stile di come è girato il film e scherzando lo ha chiamato il fattore “TH”. Poi il dott. Sgalla ha detto come la Polizia abbia collaborato con noi. Poi ha parlato Lucrezia del suo personaggio e ha raccontato di come si sia preparata per il suo personaggio e quanto io l’abbia seguita con la mia pignoleria nell’interpretare questo ruolo nuovo per lei. Poi Kasper poi Montrucchio etc. etc. fino a Regina Bianchi… Vi ricordate la madre del conte Ristori? Anche lei ha detto delle cose bellissime su di me e il lavorare con me. Tutti questi complimenti mi hanno messo in imbarazzo. La novità arrivata all’improvviso, ormai a conferenza stampa finita, è che la seconda puntata andrà in onda già martedì 27 novembre. Io sono felice di questo improvviso cambiamento perché penso che avrete modo di entrare più dentro nella storia. Per chi fosse interessato a leggere ecco alcune note che ho scritto per la presentazione del film. A presto Cinzia TH Torrini Donna detective - Note di regia Mi è difficile etichettare questo mio nuovo film. Con qualunque argomento cerchi di definirlo, mi sembra di parlare di un “già visto”... È un film su una donna poliziotta, mi rispondo: già fatti. Sui dottori? Risposta: anche troppi. Sui serial killer, o sui maniaci in metropolitana? Le cronache sono piene. Eppure penso che abbiamo tentato con questa serie una nuova sfida… Ogni puntata, come se fosse un tv movie, si apre e si risolve con suspence con una vicenda poliziesca dai temi attuali, ma ogni puntata chiude con un forte gancio della storia orizzontale che a sua volta è una vicenda gialla che si snoda e si intercala nelle sei puntate e si risolverà nella sesta puntata. Una vicenda drammatica che tocca e mette in crisi le sicurezze personali di Lisa all’interno della famiglia. Insieme a L. Lante della Rovere abbiamo lavorato molto a questo personaggio femminile. Non volevamo una donna in un mestiere maschile che si muove pensa e lavora come un uomo per farsi rispettare. Lisa è moderna proprio perché mantiene la sua femminilità, fa ricorso al lato intuitivo tipico della donna, si fa rispettare ma, come dice Nanni il giovane ispettore, con il sorriso. Come le donne di oggi con lavori anche impegnativi, c’è sempre però un filo diretto con i figli, trascorre più ore della giornata con i suoi collaboratori che con il marito, si barcamena tra la spesa, il cucinare, gli orari senza orari del lavoro e le tensioni, che si innescano, quando una donna si scontra con i pregiudizi di un collega o dei capi. Il rischio quotidiano sul set era quello di rendere questo personaggio come una wonderwoman e quindi insopportabile. È quello che con Lucrezia abbiamo combattuto avendo il coraggio di mostrare le fragilità e le insicurezze di una donna e questo pensiamo darà modo a tante donne di identificarsi e trovare in Lisa anche un modello in cui rispecchiarsi e trarne forza. Non è un film per solo donne, anzi, sia per l’action delle storie gialle, sia per le psicologie interessanti e avvincenti dei personaggi maschili, credo che anche molti uomini ci si ritroveranno. Non può non esserci un “cattivo”: il giudice Farnese. Non mi piace raccontare il personaggio del cattivo e basta. Cerco sempre con i miei attori di scavare nel carattere e con L. Ward abbiamo lavorato molto su questo giudice. Abbiamo iniziato con la costumista dal modo di vestirlo e di pettinarlo. Da lì è arrivata l’idea di un personaggio un po’ fobico duro con le donne, ma debole con la madre che non si vedrà mai… C’è il giovane ispettore Nanni il primo ad apprezzare e ad essere affascinato da questa donna più grande di lui… Ci sono altri personaggi femminili come l’avvocato single Chiara Volpi, in carriera, che la sera senza famiglia si ritrova con il frigo vuoto. Manuela, M. Maletta, la sorella di Lisa, innamorata infelicemente di uno sposato. L’ispettore Grazia Bini, A. Ammirati, dura e chiusa con la vita e poi si scoprirà il motivo… Avrei voglia di raccontare tutti i 136 personaggi che hanno affollato questo film perché tutti hanno una loro personalità e mi sono stati dentro per un intero anno di lavoro tra preparazione, risprese montaggio e postproduzione. Non posso fare a meno di parlare dell’ispettore Lorenzi. Brontolone, single, ma innamorato delle donne… Con S. Masciarelli abbiamo costruito un personaggio a cui far dire qualche battuta divertente… Il commissario Giordano, T. Garrani, è l’immagine paterna e non solo, che brontola ma poi è il primo a riconoscere, quando vede Lisa contraria ad alcune scelte, che le sue capacità e il suo intuito spesso hanno ragione nella risoluzione di un caso. Il tentativo è stato quello di unire due generi: il poliziesco e il melò con un linguaggio cinematografico asciutto e ritmato senza perdere però quei momenti intensi dati dal pathos e dalle emozioni che si colgono negli occhi degli attori quando si identificano nei loro personaggi. Con un compatto lavoro di squadra con i miei collaboratori artistici e tecnici nelle riprese e nella postproduzione abbiamo cercato, anche se non ha lo splendore prestigioso dato dai costumi e dall’ambientazione del passato, di dare al film un sapore e una luce nuova alle immagini in costumi e ambientazioni contemporanee e metropolitane. Ci auguriamo che questa alchimia trasmetta allo spettatore emozione e amicizia verso questi nuovi personaggi con le loro vicissitudini. Ci piacerebbe avere l’intera famiglia seduta davanti alla televisione e che possa rispettivamente identificarsi ed emozionarsi. |


