| Note di Regia EdR2 |
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Note di regia Non è usuale che un regista che ha realizzato la prima serie di una fiction voglia fare anche la seconda. Invece tutti gli ingredienti preziosi che hanno portato la prima Elisa di Rivombrosa al successo, mi hanno convinta ad affrontare nuovamente la sfida. L’entusiasmo non è stato solo mio, ma anche di tutta la troupe che si è ripresentata all’appello. Al mio fianco, di nuovo, Alessandro Pesci, padre della luce di Elisa di Rivombrosa; Marisa Rizzato, che ha proposto e ricostruito altri nuovi ambienti in ville e castelli; Claudio Cordaro, l’ideatore dei costumi che, ancora una volta iniziando dalle stoffe e sete preziose, ha fatto realizzare centinaia di nuovi abiti particolari; e infine, Savio Riccardi, compositore delle musiche entrate nella memoria di milioni di spettatori. Molti personaggi in Elisa di Rivombrosa tra duelli e malattie sono venuti a mancare. Questo ha suscitato il dolore del pubblico che a gran voce, nei vari forum, si è fatta la richiesta di riportarli in vita. Impossibile, anche perché il nostro obiettivo è sempre stato di raccontare una favola, ma con realismo. Questa nuova Elisa non si basa più su un testo letterario, ma su un soggetto originale di Piero Bodrato, che mantiene tutti i valori della prima serie. La ricerca più difficile è stata per il nuovo protagonista. Già prima delle riprese era trapelata la ferale notizia che Fabrizio sarebbe morto. Sono stata addirittura riconosciuta e bloccata per la strada da alcune spettatrici indignate per aver distrutto il loro sogno. Sono stata inondata da lettere ed e-mail di donne di tutte le età arrabbiate e deluse. Proprio per questo grande attaccamento al personaggio di Fabrizio, non ne ho cercato il clone, puntando su un nuovo protagonista che fosse completamente diverso dal conte Fabrizio Ristori. Il nuovo attore doveva calarsi in un personaggio misterioso, introverso, bello e dannato, che poi potesse dischiudersi in un personaggio positivo e solare. Avevo visto un trailer di un film con Antonio Cupo e per una serie di coincidenze fortunate ero riuscita a trovare il suo numero. Antonio aveva per me tutte le caratteristiche che cercavo, l’unico problema era che Antonio, nonostante avesse genitori italiani, era canadese e viveva a Los Angeles. Ormai erano iniziate le riprese ed ancora non avevamo il protagonista. Finalmente la mia testardaggine ha convinto Guido De Angelis e Mediaset a farlo venire in Italia per un provino: dopo 5 giorni Antonio era sul set con noi, per interpretare il Capitano Christian Gray. Elisa di Rivombrosa parte seconda è ambientata di nuovo in Piemonte al Castello di Agliè per il Castello di Rivombrosa, a Pinerolo per la Cascina dei fratelli Benac, al Castello di Stupinigi per il Palazzo Reale, e poi a Racconigi, al Castello di San Giorgio Canavese e a Torino. Abbiamo inoltre girato agli scavi di Villa Adriana, a Villa d’Este a Tivoli, a Villa Parisi, a Villa Falconieri, Mondragone, al Castello di Torre in Pietra, al Castello di Santa Severa, al Castello di Bracciano, nel parco protetto del Sorbo, a Lecce e ad Otranto, dove è stata ricostruita la Piazza dei Quattro Venti per Napoli. Abbiamo girato su un veliero del 700 in mezzo al mare. Abbiamo ricostruito in teatro gli interni del veliero e di nuovo la biblioteca del Castello. Questa volta sono stati usati effetti di computer grafica per ricostruire il porto di Genova e il porto di Napoli. Le riprese delle mie sei puntate sono iniziate il 4 Ottobre 2004 in Piemonte e terminate il 25 Febbraio. Abbiamo girato sotto il freddo straordinario di quest’inverno dove la mattina quando arrivavamo a girare dovevano prima a picconate rompere il ghiaccio nelle fontane. La difficoltà maggiore per me è stata separarmi dopo le mie sei puntate dal set di Elisa. Sospensione inevitabile per avere il tempo di montarle, doppiarle e missarle, vista l’imminente messa in onda. Mantenendo la scenografia e i costumi, Stefano Alleva ha preso il comando del bastimento con l’apporto di alcuni altri suoi collaboratori artistici e ha realizzato le successive sette puntate. Mentre nella prima Elisa la sfida era iniziare un nuovo genere: una serie in costume a puntate, qui la nuova sfida per la produzione è stata girare Elisa di Rivombrosa 2 in 40 settimane al posto di 50 settimane come erano state previste nella prima serie, questo ha reso tutto ancora più serrato nei tempi di lavorazione, ma si è ancora riusciti a mantenere alta la qualità grazie proprio ad una buona sinergia nell’organizzazione produttiva e l’alta capacità professionale di tutti i collaboratori: dalle sarte, alle parrucchiere, ai truccatori, ai macchinisti e elettricisti, e così via. Speriamo di vincere la sfida anche questa volta. |



