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Cari visitatori, In questi giorni nelle librerie nell’edizione San Paolo è uscito “Crudele dolcissimo amore” di Chiara M. È un libro a cui tengo moltissimo perché lo ha scritto Chiara, una persona speciale che per mia fortuna la vita mi ha fatto incontrare e conoscere. Ho letto il suo libro ancora in bozze, senza mai fermarmi, poi commossa l’ho chiamata per ringraziarla. A sorpresa mi ha chiesto se volevo io scrivere la presentazione del libro. Ho subito pensato e detto che non ne sarei mai stata capace, ma Chiara è stata irremovibile e mi ha suggerito: scrivi quello che hai sentito leggendo… Incredibile ho iniziato a scrivere e adesso le mie senzazioni, il legame che mi unisce a Chiara e tutte le suggestioni che ho provato nel leggerlo sono nella prefazione del suo libro. Chissà che anche a voi leggendolo non arrivino le stesse emozioni? Chi avrà il tempo di leggerlo potrà proporlo sul forum e scambiare opinioni con me e… con Chiara. Di seguito c’è la scheda sul libro e la mia presentazione.
Chi abita a Trento potrà seguire la presentazione Mercoledì 25 maggio 2005 alle ore 18 al Boscolo Grand Hotel Trento Via Alfieri 1/3 nella SALA CONVEGNI
con Chiara M., Paolo Crepaz Redattore della rivista Città Nuova, Paolo Ghezzi Direttore del quotidiano Adige, Vito Mancuso Docente di Teologia all’Università S. Raffaele di Milano. Chi abita a Roma Martedì 14 giugno 2005 alle ore 17 nei Musei Capitolini - Sala Pietro da Cortona, in Campidoglio
incontrerà alla presentazione del libro Chiara M., Maria Pia GaravagliaVice sindaco di Roma,Vito Mancuso Docente di Teologia all’Università S. Raffaele di Milano, Michele Zanzucchi, e… Cinzia TH Torrini regista cinematografica. Non voglio anticipare nient’altro…. Andate sotto su "Leggi tutto" per per saperne di più. A presto Cinzia TH Torrini Roma, 23.5.2005
Crudele dolcissimo amore
IL LIBRO Chiara M. Crudele dolcissimo amore San Paolo, pag. 256 - € 14,00 La storia di Chiara, giovane e carina, è attraversata improvvisamente dalla sofferenza, da una strana e incurabile malattia che progressivamente riduce le funzioni vitali e i movimenti. Chiara comincia a scrivere e raccontare i suoi sentimenti, dall’adolescenza entusiasta fino ad oggi. Poesie bellissime, pagine di diario, solari e insieme incisive come coltellate, lettere, tanti personaggi, la natura, gli ospedali, i medici. Così, l'anima di chi legge viene portata lungo tutta la scala cromatica della vita, dai colori più cupi a quelli più chiari. Ma sempre senza alcuna sdolcinatezza, in cui Chiara, da schiva trentina qual è, non cade mai. Chi oggi l’ha incontrata ha percepito una emozione e un cambiamento che ha del prodigioso, quasi emanazione di una gioia che non dovrebbe esserci e invece, potente, c’é.
Un personaggio e una storia fulminanti, che colpiscono il lettore. Molti sono ormai coloro che hanno conosciuto Chiara - tra queste anche Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari - e che raccontano di lei cose bellissime. Una storia vera di gioia e speranza che fa bene al cuore. Chiara M. vive a Trento dove ha lavorato per diversi anni come infermiera professionale presso l’ospedale cittadino. Crudele dolcissimo amore è il suo primo libro. La foto di copertina risale al 1984. GLI AMICI
“Con poesia sa parlare del dolore, con tocco leggero ti fa sorridere, pensare, riflettere, piangere. È un mistero come Chiara riesca ad arrivare così in profondità, a trasmetterci tutta quella serenità”. CINZIA TH TORRINI, regista cinematografica
“È una delle cose più belle che ho letto in assoluto”. PIERO CODA, teologo Quando penso a Chiara, mi si dipinge nella mente un fiore sotto una pioggia torrenziale. Mauro Chiara è semplicemente raggiante. Porta allegria e speranza ovunque si trovi. Fin dal primo incontro mi ha colpito la sua gioia di vivere, l’entusiasmo che mette in ogni secondo di vita. Andrea È una delle persone più coraggiose che io conosca… Penso a lei come a una bianca montagna delle sue parti, a una rosea dolomite, forte e immortale. Antonella Ciascuno a contatto con lei si trova a suo agio, come con una persona pienamente realizzata, sana nel cuore e nella mente. Nunzi È lei quella che avrebbe bisogno di attenzione e sostegno, e invece è lei, il più delle volte, a dare conforto a noi. Dina e Ivano Un suo aperto sorriso, una sua battuta, una bella risata rendono unico ogni nostro incontro. Patrizia L’arte di Chiara sta nel far emergere il Bello che alberga nell’altro. Aldo Chiara? Lei è sempre con me. Alessandra LA PREFAZIONE
COME HO CONOSCIUTO CHIARA di Cinzia TH Torrini Siamo a fine novembre 2002. Ho appena terminato le riprese di Elisa di Rivombrosa e dopo nove mesi consecutivi di set mi sento spremuta e spossata. Sotto consiglio di un’amica decido di trascorrere una settimana a Roncegno, alla Casa di Salute Raphael. Devo ricostruirmi e non solo fisicamente. Ho bisogno di stare sola con i miei pensieri e ruminare tutto quello che ho vissuto, che ho divorato e inghiottito a grossi bocconi. Non mi importa cosa ne pensano gli altri, non voglio socializzare, chiedo la cortesia al maître di mettermi da sola in un tavolino nella sala da pranzo. Voglio sentirmi finalmente sola! Mi dà un piccolo tavolino giusto per una persona, ma in una posizione strategica da cui posso vedere tutti gli altri tavoli. Finalmente il piacere di osservare senza dover “dirigere” e su ogni ospite immaginarne la vita. Chi attrae subito la mia fantasia è una ragazza dai capelli lunghi castani con un grande sorriso sereno e due occhi luminosi. Appena prende posto già si aggiungono tre ragazze poi altre due. Da come ridono e parlano penso che siano amiche di vecchia data. Invece si sono appena conosciute. Quel tavolo è come racchiuso in un cerchio luminoso, non posso evitare di non farci cadere lo sguardo più del dovuto. Tutto ruota intorno a quella ragazza, la guardo, penso: strano, mangia con i guanti bianchi. Anche se molto distanti i nostri occhi si incontrano spesso. Le do un nome «Angelo sulle rotelle». Finalmente alla vigilia della mia partenza, tutti quei volti che per giorni ho osservato, all’improvviso, hanno un nome. Quella ragazza luminosa, dal modo di fare sportivo, non a caso si muove nei lunghi corridoi, su una “spyder” super accessoriata, dagli ammortizzatori cromati e i cerchi in lega, con un sorriso si presenta: «Ciao sono Chiara!». Non poteva altro che chiamarsi così... Da allora Chiara è nel mio cuore. Da allora ci sentiamo, la posso chiamare a qualsiasi ora anche della notte, perché so che lei, così Chiara nomina la sua malattia, non le dà tregua, non la lascia dormire. Qualche volta la chiamo giusto per descriverle un tramonto che sto vivendo in mezzo al mare, o per chiederle forza quando si apre a me quel buco nero che si chiama angoscia: ho bisogno di ascoltare la sua voce, le sue frasi, i suoi pensieri e subito ritrovo la serenità. Ora è arrivato il suo libro e leggendolo ci trovo dentro tutto quello che è Chiara. Con poesia sa parlare del dolore, con tocco leggero ti fa sorridere, pensare, riflettere, piangere. È un mistero come Chiara riesca ad arrivare così in profondità, a trasmetterci tutta quella serenità e a dare a noi quella energia, senza farci sentire in colpa, perché alla fine non è lei, ma siamo noi ad aver bisogno di Chiara. Ma da dove prende Chiara quella forza per convivere con lei? Nel libro, Chiara si apre e svela quello che anche a me non aveva mai confidato. È così reale il modo con cui lo fa. Ci rende partecipi del suo viaggio verso un amore unico e come totale sia quell’amore che lei prova e quanto invece, in modo crudele, questo amore le chieda giorno dopo giorno delle prove sempre più impossibili. È un amore immenso che ogni giorno viene riconfermato mentre il dolore, come scrive Chiara «annienta, avvilisce, demolisce, spazza via le certezze, ti lascia nudo, indifeso, impotente». Leggendo, si ha la sensazione che è proprio la conoscenza profonda del dolore che dà a Chiara la capacità di emanare questa luce interiore. Ho letto il libro senza mai interrompermi, e quando il libro è arrivato all’ultima pagina mi sento come se anch’io avessi fatto un viaggio purificante che mi ha fatto più che mai vedere la vita da un’altra angolazione, e mi fa vergognare per non apprezzarla e amarla così profondamente come lo fa lei. Senza dogmi bigotti Chiara mi fa capire che si può anche non aver paura della morte. Ora che ho letto, ripenso a cosa vuol dire Chiara quando mi parla dei mille sogni che uno ha e che all’improvviso ti vengono sfilati via, uno alla volta, giorno per giorno e come lei sia felice di averne almeno ancora cinque, quanto le dita di un pugno della mano. |