wendy
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/02/08 11:42
Era sceso fino a Capri, l'isola delle sirene di Ulisse? Sarà stato anche lui ammaliato da tanta bellezza e non avrà usato la precauzione di tapparsi le orecchie.
Carlotta era una sirena...
wendy
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Caterina
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/02/08 11:55
Mi piacciono tanto i tuoi commenti...
Caterina |
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Caterina
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/02/13 12:57
La mia vita come in un romanzo XI di La redazione di dols Voleva uscire dalla casa paterna ma non per rientrare in quella maritale... Ed anche quella vicenda sentimentale si era persa nel tempo e nello spazio. Carlotta aveva fatto presente al suo Hans, la sua smania di viaggiare, realizzarsi professionalmente, essere libera dai vincoli che definissero il suo presente ed un eventuale futuro. Aveva chiesto al ragazzo norvegese di pazientare ancora un po' e permetterle di cominciare a lavorare da una qualche parte. Per capire cosa volesse dire mantenersi da sola, ma soprattutto essere autonoma nelle sue scelte, nel bene e nel male.
Voleva uscire dalla casa paterna ma non per forza rientrare subito sotto un'altra ala protettrice, quella maritale. Pensava di volere qualcosa di più.
Ed Hans, pur amandola e volendola per sè subito, senza dover attendere anche un solo giorno, le lasciò decidere cosa fosse meglio per lei. Anzi addirittura l'aiutò a trovare un posto a Milano in una società italo-sovietica. Mandò una lettera di presentazione della giovane donna all'ufficio del personale, chiarendo i motivi e le sue carattreistiche professionali.
Fatto sta che Carlotta fu subito chiamata a Milano per un colloquio e confermata per una sostituzione maternità. Meglio che niente, si disse. Dopo mesi di inattività a Napoli nella speranza di trovare un lavoro che non c'era. Cominciò quindi per la donna la sua nuova vita, quella a cui anelava già da tempo: potere e dover risolvere i propri problemi da sola, senza dover o poter fare appello a nessuno.
Si trasferì a Milano e non trovando un alloggio soddisfacente in breve tempo, andò a stare in un convitto di suore operaie. Sì, proprio suore. Si chiedeva se avrebbe mai pensato che la sua nuova vita sarebbe cominciata in un pensionato di suore. Una camera condivisa con un'altra ragazza come ai tempi dello stage a Mosca, non la infastidiva, anzi forse la presenza di un'altra persona, seppur estranea, la incoraggiava e rassicurava.
Eppure la coabitazione con persone così diverse da lei e dalle amiche che aveva frequentato negli anni del liceo e dell'università, inseriva nella sua vita una nuova variante: gli altri, i diversi da lei, che lavoravano non per pagarsi un viaggio all'estero, ma per vivere. Che si compravano le scarpe al mercato e le borse sulle bancarelle. Che la domenica andavano a passeggiare nei parchi. Che andavano in metrò e sui mezzi pubblici, di cui fortunatamente Milano era provvista, perchè non avevano l'auto o la moto. Un mondo in cui la ragazza viziata e smaniosa del nuovo che era in lei veniva continuamente bacchettata dalla sua coscienza stessa. Il suo ''servizio militare'' lo chiamava suo padre.. Un ambiente lavorativo nuovo, poi, nel sud di Milano ed un posto dove stare nel centro della città. C'era molto da scoprire e conoscere anche in una città italiana. continua
Caterina |
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wendy
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/02/14 14:23
Una società italo-sovietica??Ha lavorato per i russi...Carlotta!! Servizi segreti...spionaggio...ohhhh!! Il giallo si infittisce...Hans era della CIA? Che roba, ragazze!Un trillher!!
wendt
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Caterina
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/02/14 14:52
Non ho ancora deciuso se vogio farlo diventare un alto thriller o un diario di viaggio...vedrai nelle prossime puntate..
Caterina |
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wendy
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/02/16 15:31
Aspetto la sorpresa...a questo punto la storia potrebbe divergere in entrambe le direzioni...
Sai che mi è simpatica Carlotta? E' un personaggio positivo..libero, avventuriero, duttile, intraprendente, intelligente.
wendy
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Caterina
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/02/21 19:45
Ben presto Carlotta si accorse che la tanto vagheggiata ''vita da sola'' comprendeva pregi e difetti. Uno ineludibile era senz'altro ricrearsi una rete di amicizie che non possedeva. Quancuno con cui dialogare, discutere, accapigliarsi, familiarizzare, organizzare qualcosa insieme....Insomma, qualcuno. Il tempo che aveva a disposizione dopo il lavoro le sembrava un vuoto incolmabile. Ma ben lungi dal lamentarsi, la giovane donna decise di rimboccarsi le maniche e darsi da fare. Si iscrisse in una palestra vicino al pensionato con un duplice scopo: restare in forma e conoscere gente. Poi si comprò una guida artistica a Milano e iniziò a girovagare per la città seguendo i consigli del libro. E fu proprio quella guida a causare un incontro che le avrebbe cambiato l'esistenza solitaria nel capoluogo lombardo. Ricorda quando, seduta in un picolo bar in via Dante, cercava di seguire le precise note del curatore del libro (Milano in mano, di Lopez) che oltre a riportare note storiche, arricchiva gli eventi con particolari e aneddoti, che rendevano più accattivante la narrazione e la sua lettura. Tra un sorso di tè e l'altro notò un giovane ragazzo seduto a due tavoli di distanza. Giaccone blu scuro e sciarpa multicolore, di quelle comprate sui banchetti dei venditori ambulanti. Aveva uno zainetto rosso appoggiato alla spalla destra e leggeva avidamente anche lui un libro. Non era una guida, ma un testo di letteratura a lei sconosciuto, in inglese. Il fatto di averlo squadrato a lungo, aveva reso l'azione da impalpabile a fisica, tanto che il giovinetto distogliendo lo sguardo dalle pagine, alzò il viso e ricambiò l'occhiata, accompagnandola con un sorriso. Un bel sorriso, dolce, quasi innocente, da bambino, ma in un corpo da uomo. Carlotta ricambiò l'omaggio gentile sorridendo anche lei, ma cominciò subito a sentirsi a disagio. Il ragazzo invece si alzò e si avviò alla cassa per pagare la bibita che aveva consumato. Poi senza voltarsi, scomparse dalla porta a vetri di uscita. Carlotta si chiese se avrebbe dovuto scanbiare due parole ed incoraggiarlo a sedersi con lei, ma dato che ormai la cosa non era stata fatta, continuò a leggere la sua guida. Sant' Ambrogio, sì, voleva andare a vedere la basilica di Sant'ambrogio. Si alzò anche lei, pagò alla cassa ed uscì, sperando inconsciamente di trovare il giovane uomo fuori ad aspettare. Certo che non c'era. Perchè avrebbe dovuto. Si avviò quindi verso Piazza Sant'Ambrogio lentamente, dando ogni tanto un'occhiata alle vetrine di via Dante. Arrivata alla possente basilica, varcò la soglia dell'arco che separa la strada dalle navate interne e seguendo le istruzioni del libro, perlustrò la navata centrale e quelle laterali fino ad arrivare all'arca dei tre Magi posizionata in un angolo nascosto.
Mentre osservava meravigliata la sua spigolosa antichità, si sentì tocccare sulla spalla destra, con leggerezza, quasi a voler chiedere scusa per aver importunato. Si voltò immediatamente e nell'oscurità rivide quel volto da bambino e quel sorriso franco che illuminava l'oscuro angolo. Indietreggiò di un mezzo passo ma senza dar l'idea di voler fuggire, forse solo di voler capire di cosa o chi si trattasse. Ma una mano rapida e veloce le circondò la vita e sentì il viso sfiorato dalle labbra dello sconosciuto.. continua.
Caterina |
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/02/22 21:05
Intraprendente il giovanotto...detto, fatto!
Cos'è un colpo di fulmine? Beh, io al posto di Carlotta,gli avrei mollato un ceffone...a suo tempo lo feci!
Cosi' le mani addosso da uno sconosciuto...non l'ho mai sopportato...ma io non ero Carlotta. Non avrei mai inviato messaggi in codice ad uno qualsiasi...troppo rischioso...
Insomma Carlotta era a caccia di un bel meneghino...
wendy
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Caterina
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/02/22 22:02
Ma, aspetta e vedrai ciò che accade...
Caterina |
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Caterina
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/03/01 20:52
 Quelle labbra morbide, non intrusive, accarezzavano le sue senza inganno. Dicevano: mi piaci perchè non proviamo? Era la prima volta che le si presentava un approccio così trasparente ed immediato, senza fronzoli, senza tentativi di celarsi. Si domandava quale doveva essere la sua risposta. E doveva fare in fretta perchè il ragazzo era già pronto a baciarla una seconda volta.. ''Ciao''. Sì gli disse solo ciao, non sapendo di che nazionalità fosse e come interpretare la mossa audace ''Ciauo rispose l'altro'', lasciando intravvedere dall'intonazione di non essere italiano. ''I like your kiss'' aggiunse. Carlotta si sentì incoraggiata e continuò...''Me too''. Il giovanotto le cinse le spalle e l'accompagnò con gentilezza verso l'uscita. Carlotta lo guardava sorpresa e gratificata. Aveva proprio gli occhi del cielo, ma le sue labbra erano di un tenero colore indefinibile. Rosa, no violette, no rosse...insomma belle, larghe e sottili. Ma che ci faceva lei lì con uno sconosciuto? Cosa voleva? E lei stessa cosa si aspettava? La mamma non le aveva insegnato a diffidare dagli sconosciuti? No, Carlotta aveva già preso la decisione in cuor suo. Perchè rinunciare ad un pomeriggio romantico? Del resto cosa le poteva succedere? L'aveva solo baciata! Forse era solo anche lui. Voleva un po' di tenerezza che non fosse solo quella di un pallido tramonto milanese. Uscirono insieme dalla Cattedrale, una abbracciata all'altro, come se si conoscessero da tempo. Era di poco più alto di lei, ma quella distanza giusta che le permetteva di appoggiare la testa sull sua larga spalla. ''Avrà fatto nuoto'' - pensò Carlotta. Incamminandosi, procedevano come due innammorati non come due freschi conoscenti. ''Che cosa surreale e strana'' - pensò la donna. Fatta da lei poi, educata con sani e retti principi. Ma i principi di chi? Usciti dalla Cattedrale la giovane si fermò e gli chiese: ''Where do you want to go?'' Il ragazzo la guardò e aprendo il largo sorriso rispose: 2Anywhere I can kiss you...'' Calotta perplessa dall'enfasi del giovane, si diresse verso il Castello Sforzesco.... continua
Caterina |
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wendy
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/03/02 20:40
Piu' romantico baciarsi presso il castello, vero?
Il Principe e la Principessa...
Che romanticona Carlotta!!!!
TRE METRI SOPRA IL CIELOOOOOO!!
wendy
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Caterina
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/03/02 23:08
Beh, ,ma il castello può riservare delle sorprese...
Caterina |
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Caterina
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/03/08 20:35
I due ragazzi si allontanarano, tagliando per Foro Buonaparte, verso l'entrata principale del castello. Lui la guardava come se fosse la cosa più bella mai vista fino ad allora, Carlotta invece, traccheggiava. Non riusciva a capire cosa stesse succedendo, ma le piaceva. Gradiva la larga mano del ragazzo che le cingeva le spalle, la forte spalla reclinata verso di lei; la divertiva la sciarpa multicolore svolazzante che sfuggiva continuamente da tutte le parti e le solleticava i lobi dell'orecchio.
Attraversato il vialone e diretti immediatamente all'entrata principale, i due incontrarono la grande fiontana che spingeva con forza gli zampilli d'acqua verso l'alto. Il ragazzo si fermò ammirato come fosse davanti ad una visione. Carlotta si cominciò a domandare da dove venisse e come mai fosse rimasto colpito da un'opera architettonica così moderna e non avesse invece ammirato le mura turrite del Castello che s'intravvedeva tra uno spruzzo e l'altro.
Focalizzando lo sguardo sulla fontana, anche la ragazza cominciò a capire che c'era qualcosa che le sfuggiva. La danza degli zampilli cambiava velocità e posizione, mimando una veloce danza artistica. L'acqua nebulizzata dagli schizzi d'acqua ricadeva poi verso il basso e scompariva ricongiungendosi alla restante massa fluida.
D'improvviso il ragazzo si staccò dall'italiana e velocemente si mosse verso l'entrata come se qualcosa avesse attirato la sua attenzione. Una musica dolcissima di violino giungeva dalla prima arcata del castello.
Una biondina, seduta su una sedia intonava una melodia che Carlotta non conosceva, ma il suo sconosciuto amico sì, perchè ne fu subito interessato rapito. Si avvicinò a questa rapidamente e le mise una mano sulla spalla, quasi ad incoraggiarla. La violinista lo guardò e sorrise... Il ragazzo girò lo sguardo verso Carlotta quasi a volerla mettere in comunicazione con la violinista, ma subito dopo le prese la mano e la trascinò energicamente via...
Carlotta pensò che avrebbe dovuto chiedergli qualcosa, chi era da dove veniva o altro, ma aveva paura di rompere l'incantesimo di un incontro casuale... Ma quasi avesse letto i suoi pensieri, il ragazzo le disse: I am a musician in tour, I come from Wien and I 'm going to stay here for a month. Where do you live? And....you know? Your kiss is so pretty and sweet that I cannot leave you soon.'' Carlotta sentì che alcune delle sue domande avevano avuto una risposta, ma ora ce ne era un altra che le ronzava in mente: avrebbe voluto dormire con lui quella notte?
Caterina |
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dino45
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/03/11 10:23
Carissima Caterina, devo confessarti che la tua storia mi appassiona, riesci ad incuriosire, coinvolgere e a creare interesse . Bravissima. Quando la storia sarà finita credo che tutti saremo chiamati a darti un sincero giudizio ( se lo vorrai). Sarà senza dubbio positivo. Aspettiamo il seguito......... Ciao, Dino.
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Caterina
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/03/11 13:38
Caro Dino, ti ringrazio per le belle parole: Ho scritto altre cose e non sono state valutate positivante su questo forum e quindi credo che farò diversamente. il racconto è completamente inventato giorno per giorno...
Caterina |
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dino45
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/03/11 17:54
Complimenti, Caterina. Accidenti che fantasia !!!!!!!!!!!!!!!!! Ciao.
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Caterina
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/03/11 19:31
E' una cosa che mi diverte molto..un po' di fantasia, un po di realtà...un bel passatempo non credi? Molto spesso non so io stesso dove mi porterà la storia..
Caterina |
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dino45
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/03/11 22:45
Carissima Caterina, certo che é un bellissimo passatempo. Anch'io come ho detto altre volte mi diletto a scrivere brevi sceneggiature per realizzare dei cortometraggi, l'ultimo l'abbiamo fatto con Tiberio Murgia. Non ho purtroppo la tua fantasia ma mi diletto anche a buttare giü qualche poesia ( se si puö dire) come questa: L'anziano All'anziano basta un morso di pane, la sua vita é un sorriso per strada. All' anziano chi manca sei tu e ogni bacio é per lui sempre un giorno di piü.
Che ne pensi. Ciao, Dino.
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Caterina
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/03/12 08:24
La tua poesia è carica di emozioni che potresti dipanare in un racconto...non credi? Credo molto nel potere di un bacio...il fatto che più invecchi e meno baci ti danno..Il bacio sembra sia una cosa da giovani...
Caterina |
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Caterina
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Re:La mia vita come un romanzo VIII - 2010/03/16 11:15
 Karl, si chiamava Karl, nome non facile da dimenticare. Ma di lui non aveva scordato nulla
Mentre era seduta ad attendere i suoi amici sul torrente che si agitava sempre più impetuosamente sotto li lei, Carlotta ricordava con nostalgia la notte che aveva trascorso con il musicista viennese tanti anni prima.
Karl, si chiamava Karl, nome non facile da dimenticare. Ma di lui non aveva scordato nulla. La sua abitazione provvisoria (un appartamentino sui Navigli) lasciatogli da un suo caro amico in quel periodo provvidenzialmente in trasferta, le scale ripide e buie per arrivare alla mansardina dove abitava. E il cielo sopra Milano che poteva scorgere dalla finestrella che dava sui tetti. Il cielo stranamente e straordinariamente stellato di quella notte. Buon auspicio per il tempo che avrebbero trascorso insieme. Karla parlava poco, anche se il suo era un buon inglese, ma probabilmente nella sua testa e nelle orecchie girava'' la musica che suonava e componeva. Ed il suo mondo era corredato da una continua compilation sonora. Ricordava che apena entrati nel minuscolo appartamento, l'amico le aveva offerto una tazza di caffè lungo, che lei aveva appena assaggiato e poi lasciato lì. Forse per disgusto o forse perchè emozionata. Era la prima volta nella sua vita che accettava di passare la notte con un semi-sconosciuto. Ma che le piaceva molto. Rammentava anche la svestizione, lenta e sensuale che entrambi avevano effettuato davanti al letto semidisfatto. Il tentennamento insolito davanti all'atto copulativo e la foga immediatamente successiva alla presa di coscienza del fatto che erano lì e si desideravano.
La notte passata insieme era rimasta nei suoi ricordi come una delle sensazioni più calde e dolci della sua vita. Le sue mani che l'accarezzavano alla scoperta delle non ricche forme e che la facevano sentire la donna più bella del mondo. Le sue mani che accarezzavano il torace compatto e muscoloso del ragazzo, cercando di ricordarne ogni minima parte. E poi l'atto copulativo, ammaliante, coinvolgente, indimenticabile di quella notte, con le stelle che occhieggiavano dalla finestrella sopra le loro teste. Quasi a voler dare la loro benevola supervisione. Aveva dormito poi come una marmotta in letargo, stretta tra le coperte e il bellissimo corpo di Karl.
Caterina |
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