Cuori, batticuore, sesso e lotta di
classe nel
Piemonte del ’700. Firmata da Cinzia Th Torrini, arriva
sugli schermi la prima fiction Mediaset in costume. Un lavoro grandioso
con 85 attori e 5.000 comparse
costato 17 milioni di euro
|
 |
|
 |
di Patrizia Guariento
Foto R.Eucalitto/ Photomedia/ Granata
Press Service
«Quando mi hanno scelta ho pensato subito alla grande opportunità che
questo ruolo da protagonista rappresentava per
me: l’occasione di fare
un lavoro di alta qualità e anche una grande scuola. In questa serie
c’è di tutto: scene comiche, drammatiche, sentimentali e
avventurose.
Che cosa può chiedere di meglio un’attrice giovane?» dice Vittoria Puccini, protagonista della fluviale serie tv «Elisa di Rivombrosa», 26
episodi da 50 minuti che occuperanno 13 prime serate di Canale 5.
La prima settimana prevede una doppia programmazione (mercoledì 17 e
giovedì 18
dicembre), poi si continuerà solo di giovedì. Il lavoro,
liberamente tratto da «Pamela» di Samuel Richardson, è frutto
di un progetto mastodontico: 17
milioni di euro, un anno di riprese e
11 mesi di post-produzione, 85 attori e 5.000 comparse. Fra gli
interpreti, Alessandro Preziosi, Antonella Fattori, Luca
Ward, Kaspar Capparoni.
È una classica storia d’amore contrastato tra una giovane povera e un
giovane aristocratico. Le vicende sono incorniciate in un
quadro
storico, quello del Piemonte del 1769, dove maturano, come nel resto
dell’Europa, i fermenti di rivolta contro la monarchia e l’aristocrazia
che porteranno,
nel 1789, alla rivoluzione francese. In quegli anni, a
Torino, il lungo regno di Carlo Emanuele III volge al termine e la
nobiltà è in subbuglio. L’aristocrazia osteggia il
tentativo del
sovrano di modernizzare lo Stato e si schiera con suo figlio, Amedeo,
di vedute più conservatrici.
Questo lo sfondo su cui si snoda il
primo sceneggiato in costume di
Mediaset, un vero e proprio romanzo popolare. Ma oggi che i rampolli
delle case reali sposano ordinarie borghesi non sembrerà
troppo lontana
una storia d’amore basata sulla differenza di classe? «Convenzioni
sociali, modi, abiti e tempi sono diversi, ma mi piace pensare che nei
rapporti
sentimentali si provavano le stesse emozioni di oggi» risponde
la regista Cinzia Th Torrini.
«I batticuori di oggi sono quelli di ieri. E nel film ne
troveremo
tanti perché i personaggi vivono grandi passioni, dolori, tradimenti e
intrighi». E del lavoro spiega: «È un’impresa faraonica che si
accetta
probabilmente solo una volta nella vita. La scommessa è che gli
spettatori si affezionino ai personaggi perché le storie non si
ripetono. L’impianto è
quello del kolossal, specie per i costumi e le
scenografie e la qualità complessiva, altissima. L’unica cosa
industriale è stato il tempo di ripresa: una media di
cinque minuti e
mezzo al giorno, un miracolo se si pensa che per allacciare un solo
corsetto ci vogliono cinque minuti buoni. La serie è un lungo film, il
contrario
di una soap opera. A me interessano soprattutto le psicologie
dei personaggi. Con una durata così lunga ho potuto approfondirli e
farli evolvere».
La
storia comprende anche scene molto sensuali. «Rendono completa la
vicenda. E hanno la particolarità di presentare l’erotismo dal punto di
vista di una donna.
Bisogna coinvolgere emotivamente, non far assistere
a un accoppiamento. Pensando al pubblico giovane, ho tenuto a dare del
sesso un’immagine positiva, serena
e felice, che spesso non accompagna
questo tema».
I protagonisti hanno dovuto rendere credibili e vive figure di tre
secoli fa eppure molto attuali,
come dice Vittoria Puccini: «Elisa è
un’eroina moderna, emancipata. Una giovane che grazie a un carattere
forte riesce a combattere le difficoltà e gli ostacoli che
la
circondano. Ha la forza di superare convenzioni sociali per inseguire
ideali superiori». E Alessandro Preziosi aggiunge: «Il mio personaggio
ha il fascino
dell’aristocratico come oggi non ne esistono più. Crede
nella libertà, nella dignità, nel coraggio, e li sostiene sia nella
storia d’amore sia nella passione per la lotta
politica che travolge il
suo mondo».
Sei personaggi fra nobili gesti, perfidi tradimenti e un amore (quasi) impossibile
ELISA DI RIVOMBROSA E IL CONTE FABRIZIO RISTORI
Elisa è la figlia di un rilegatore di libri, per questo ha imparato a
leggere da bambina, fatto
raro per le donne del tempo. Alla morte di
suo padre, la contessa Agnese Ristori la prende a vivere con sé come
dama di compagnia e la ama come una figlia.
Quando il conte Fabrizio
Ristori torna dopo anni trascorsi con l’esercito francese, tra i due è
amore a prima vista. Amore impossibile perché tra un nobile e
una
serva. Per difendere il suo amore, Elisa non esiterà ad affrontare le
avventure più rocambolesche. Fabrizio è un uomo dai grandi ideali, che
crede nella
libertà e nel coraggio. Si trova coinvolto nel conflitto
politico: durante il viaggio di ritorno dalla Francia è venuto in
possesso di un documento importantissimo per i
nobili che cospirano ai
danni del re. Lei è interpretata da Vittoria Puccini, lui da Alessandro
Preziosi (30 anni).
MARCHESA LUCREZIA VAN
NECKER
È la grande cattiva della storia. Irriducibile e passionale, capace
degli intrighi più spregiudicati, è la vera antagonista di Elisa. Dieci
anni prima
dell’inizio della vicenda, tra lei e il conte Fabrizio
Ristori c’è stata una rovente storia d’amore; la relazione fu
interrotta dalla donna per sposare un uomo molto più
vecchio, potente e
ricco di Fabrizio: il consigliere del re, Beauville. Tuttavia, non ha
dimenticato l’uomo che amava, fuggito all’estero disperato. È
interpretata da
Jane Alexander (30 anni).
DUCA OTTAVIO RANIERI
Anche lui è uno dei cattivi della storia. Governatore e comandante
delle guardie del
re, consigliere militare di Sua Maestà, si mette
comunque a capo di un complotto che mira all’uccisione del sovrano e
all’insediamento sul trono di suo figlio. È
alla ricerca della lista
con i nomi dei congiurati che, casualmente, è finita nelle mani di
Fabrizio. Attuale amante della perfida Lucrezia, moglie del suo
peggior
nemico, il consigliere del re Beauville. Interpretato da Luca Ward (43
anni).
CONTESSA ANNA RISTORI
È la sorella del conte
Fabrizio ed è il personaggio che soffre più di
tutti. Abbandonata per una domestica dal primo fidanzato, ha sposato un
marchese vizioso e immorale che sta
mandando in malora la proprietà di
Rivombrosa. Nella prima parte della storia è antipatica, bigotta e si
oppone con tutte le forze all’amore tra Elisa e Fabrizio. Ma
con il
passare del tempo, via via che si rende conto che l’amore tra i due non
si può spegnere, diventa una loro alleata. Interpretata da Antonella
Fattori (40
anni).
CONTE GIULIO DRAGO
È il miglior amico di Fabrizio, con il quale ha trascorso l’infanzia e
la giovinezza, dividendo gioie, dolori e
bisbocce. Anche lui è un
aristocratico, ma nel settore avverso a Fabrizio: Giulio fa parte della
congiura contro il re. I due amici, nonostante il forte affetto che
li
lega, si troveranno a scontrarsi in un duello mortale. Inoltre Giulio,
innamorato di Margherita Maffei che si farà suora, vive un amore
sofferto e travagliato.
Interpretato da Kaspar Capparoni (39 anni).
Il Settecento: istruzioni per l’uso
UNA MOSTRA IMPERDIBILE
Per conoscere il secolo dell’Illuminismo, della maschera, della
commedia, delle macchine e della rivoluzione bisogna vedere la mostra
«Il Gran Teatro del
Mondo. L’Anima e il Volto del Settecento» a Palazzo
Reale di Milano. Fino al 12 aprile 2004. Informazioni e prenotazioni:
199207407.
UN FILM
DA (QUATTRO) OSCAR
7 nomination e 4 Oscar per il «Barry Lyndon» (’75) di Stanley Kubrick
con Ryan O’Neal e Marisa Berenson. Storia di Redmond
Barry, irlandese
del ’700, narrata con scene e costumi magistralmente copiati dalla
pittura di Thomas Gainsborough, Jean- Antoine Watteau, William Hogarth.
IL ROMANZO DELLO SCANDALO
Nel 1782 Pierre-François Choderlos de Laclos pubblica «Le relazioni
pericolose», il più famoso, lucido,
amaro dei romanzi libertini del
’700, in forma epistolare (Mondadori, 7,80 euro, 447 pag.). Tra i film
tratti dal libro, «Le relazioni pericolose» (Usa, ’88) di
Stephen
Frears con Glenn Close, John Malkovich, Michelle Pfeiffer; «Valmont»
(’89) di Milos Forman con Colin Firth e Annette Bening.
LA
MUSICA DI MOZART
Per chi ama la musica, Johann Sebastian Bach e i figli Carl Philipp
Emanuel e Johann Christian, Georg Friedrich Händel, Giovanni
Paisiello,
Domenico Cimarosa, ma, soprattutto, Wolfgang Amadeus Mozart, nato a
Salisburgo nel 1756 e morto a Vienna nel 1791: forse il caso più
miracoloso
di tutta la storia della musica e certo uno dei più
straordinari geni dell’arte di ogni tempo. | |